il ristorante

 

Il ristorante

Il ristorante Gustò nasce da un’idea e dalla creatività di Andrea Poso e di Silvia De Milito tecnici per professione, uno architetto, l’altra geometra, amici nella vita e fratelli per professione, uniti anche in questa sfida che li ha visti trasformare un ex spazio commerciale in un singolare ristorante-enoteca dove il gusto del cibo si fonde con una ricercatezza del luogo assieme ad un continuo richiamo alla tradizione pugliese. Il tutto ha forma e materia del sapore antico degli ambienti domestici e del lavoro agricolo interpretato ora in un modo in cui la contemporaneità sia leggibile nel suo design.Il Verde degli ulivi, la ruggine degli utensili di campagna, i disegni geometrici delle cementine delle nostre case, il cemento dele pavimentazioni degli opifici, i legni scialbati dei vecchi mobili ed il nobile legno d’ulivo, i cavi elettrici intrecciati insieme allo smalto bianco delle ceramiche e gli orroni lucenti, sono gli elementi che compongono la tavolozza cromatica di questo progetto.

 

Dai ricordi dei nostri circoli ricreativi di “paese” spuntano tavoli in legno e formica dove si gioca a carte con le sedute “Milano” in faggio naturale ora utilizzati per la convivialità del desinare. Un impianto elettrico con cavi intrecciati a vista e nude lapadine che sembrano vibrare timidi colpi di luce creano un’atmosfera d’antan che accoglie il visitatore trasmettendo sensazioni di calore e familiarità, trasportando in un viaggio sensoriale fatto di materiali, forme, profumi, ricordi e sapori.

Il progetto è stato completamente libero nell’ideazioni maturata con un continuo dialogo con la proprietaria, la signora Marcella, che ha saputo coglierne e condividerne la filosofia con ogni suggerimento durante le varie fasi di realizzazione. Vetrate in ferro – ruggine e vetro trasparente fanno da apertura visiva verso l’interno passando da via Albricci e verso le cucine, tali da trasmettere una totale apertura verso l’esterno invitando il visitatore a curiosare dentro e rendere plateale il lavoto importante del “dietro le quinte” senza troppi segreti del “cosa bolle in pentola”.

Una grande teca in legno espone e racconta dei prodotti del territorio tra bottiglie di vino, olio, ortaggi conservati e svariati libri pronti per essere sfogliati. Anche il nome del locale di sapore un po’ francese ma con un richiamo al verbo gustare al passato è stato parte integrante e significativo che ne ha guidato e ispirato il concept progettuale.